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Richiesta al Comune di udienza pubblica sul progetto Fiera / Citylife:
Distribuzione di dépliant informativi in tutta la zona Fiera
Raccolta firme


Raccogliere 1.000 firme per un confronto pubblico con il Comune:
con il contributo di tutti voi è un obiettivo raggiungibile.


Gli attori che sono sempre mancati ad oggi nei convegni organizzati dai comitati sono gli assessori competenti. Li vogliamo costringere al dialogo attraverso un’udienza pubblica.

L’udienza pubblica è:
  • un diritto alla partecipazione previsto dallo Statuto del Comune di Milano;
  • uno strumento civile e democratico di pressione sul Comune;
  • un segnale politico importante della crescente consapevolezza e volontà di coinvolgimento diretto dei cittadini.



  • DAL MOMENTO IN CUI SI PRESENTA L’ISTANZA CON LE 1000 FIRME ALLEGATE,
    SI BLOCCA LA DELIBERA SULLA VARIANTE AL PROGETTO
    FINO AD UDIENZA AVVENUTA.


    Diventate motori di sensibilizzazione e generatori di firme tra i vostri conoscenti e amici della zona.


    Gli strumenti che vi mettiamo a disposizione sono 2:
  • il dépliant informativo (leggi in dettaglio qui sotto);
  • il modulo di raccolta firme.


  • Vi preghiamo di mettervi in contatto con noi via e-mail (info@residentifiera.it) o telefono (335 6685427 / 335 8080276 /338 4509396).

    Grazie. Contiamo su di voi.



    PROGETTO FIERA - CITYLIFE
    EMERGENZA AMBIENTALE
    UN’ALTRA OPPORTUNITA’ PERSA PER MILANO?


    (plastico progetto: il nuovo quartiere è all’interno della riga rossa)



    Chiediamo un’udienza pubblica, che permetta un confronto diretto,
    aperto e costruttivo tra i cittadini e il Comune.
    Non per fermare il progetto, ma per ottenere concrete modifiche.


    Due convegni di informazione organizzati dal nostro Comitato Residentifiera
    (30 novembre - Istituto Leone XIII, 13 dicembre CineTeatro Collegio San Carlo)

    Una grandissima affluenza: oltre 700 persone

    Un solo obiettivo: ottenere miglioramenti sostanziali alle gravi criticità del progetto

    \/

    Vogliamo creare un movimento di opinione forte, trasversale, allargato a tutta la città, che costringa il Comune a stare veramente dalla parte dei cittadini.


  • Leggi questo depliant
  • Sottoscrivi la richiesta di udienza pubblica
    che trovi presso la tua portineria




  • Tre linee d'azione



    1. Informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle criticità chiave del progetto

    • Il nuovo quartiere progettato da Citylife è un “corpo estraneo” al contesto in cui si inserisce.
      Non sono infatti stati realizzati studi preventivi approfonditi per valutare l’impatto urbanistico e ambientale del nuovo quartiere sulla città esistente e la sostenibilità del progetto rispetto alle trasformazioni urbanistiche che interessano il settore nord ovest di Milano. La pianta sottostante evidenzia una concentrazione volumetrica abnorme in fase di costruzione in questa zona della città.




    • Un flusso di 15.000 persone in più: pari alla popolazione di Seveso. Per il nuovo quartiere fiera è stata autorizzata una densità edilizia nettamente superiore a qualsiasi altro progetto sinora autorizzato dal Comune di Milano: 1,15 mq/mq rispetto allo standard di 0,60.
      Questo permette la potenzialità insediativa abnorme di cui sopra.


    • Una muraglia di edifici alti sino a 27 piani chiuderà il nuovo quartiere verso l’esterno. Oltre ai 3 grattacieli firmati Liebeskind, Isozaki e Hadid, alti sino a 209 mt (il doppio della Madonnina) il nuovo quartiere è chiuso da una cintura di blocchi residenziali in netto contrasto con le abitazioni circostanti, di cui molte d’epoca di 2 – 6 piani.


    • Danno alla proprietà di molti cittadini
      Nel periodo invernale, i coni d’ombra generati da queste grandi volumetrie copriranno, oltre a porzioni di verde, anche abitazioni di cittadini, arrecando un danno gravissimo sia alla qualità della loro vita, che al valore patrimoniale dei loro immobili.


    • Congestione di traffico tutti i giorni dell’anno come quando c’era la fiera.
      Trattandosi di una grandissima isola pedonale, senza nessun asse di attraversamento, tutte le nuove auto graviteranno sulle strade circostanti generando ogni giorno dell’anno picchi di traffico sostanzialmente pari a quelli che si registravano durante i giorni di fiera.


    • Altro che Central Park milanese! Un’area destinata a parco inferiore ai giardini Pagano: un’altra opportunità persa per l’emergenza inquinamento in una città che soffoca nelle polveri sottili.
      Solo 86.373 mq destinati “a parco” (meno di 1/4 dell’area totale), di cui 30.000 sopra i parcheggi. Una superficie quindi ben lontana dall’estensione del parco Sempione (300.000 mq), persino inferiore ai giardini Pagano (88.000 mq).
      Se si pensa che l’area dell’ex fiera rappresenta un anello critico di congiunzione tra il parco Sempione e Montestella, vitale per creare un corridoio verde nel settore nord ovest della città e incidere sull’inquinamento dell’aria e sulla cappa di calore estivo, si capisce che opportunità rischiamo di perdere, rinunciando a un polmone verde più esteso.




    • Ma non basta: il verde è frammentato e chiuso all’interno del nuovo quartiere. Non un parco aperto verso il quartiere esterno, ma un grande giardino condominiale una grande speculazione immobiliare.


    • 10 anni di lavori in un’area vastissima: quali garanzie di impatto ambientale?


    Con la firma della Convenzione ratificata il 12 dicembre 2006, la lettera di accordo tra il Comune e Citylife prevede una variante al progetto soltanto per il passaggio della nuova linea MM6 (nessuna certezza: tempi? finanziamenti?), senza sostanziali risposte alle criticità chiave. Si parla genericamente di incremento di verde, senza precisare dove e come, e la volumetria complessiva, come la disposizione dei blocchi residenziali che più incombono sul quartiere esistente, resta invariata.

    Dopo i due convegni, la nostra distribuzione di depliant informativi ha l’obiettivo di raccogliere consensi per un’udienza pubblica sugli sviluppi della variante, in quanto strumento normativo che può influire sui suoi risultati.



    2. Confronto propositivo con il Comune

    In questi due anni il nostro Comitato ha seguito una linea di dialogo e confronto propositivo con gli enti coinvolti nel progetto.

    Crediamo nella partecipazione costruttiva e non vogliamo arrenderci, interpretando le aspettative di una larga porzione dell’opinione pubblica.
    In questi giorni stiamo incontrando:
    • L’Assessore Masseroli, per un aggiornamento sull’iter della variante e la discussione di una ipotesi di riallocazione dei volumi residenziali, che ha l’obiettivo di compattare, ampliare e aprire verso il quartiere esterno l’area verde e di recuperare le prospettive più significative dell’area circostante.
    • La Direzione Tecnica dell’Assessorato al traffico, viabilità e ambiente, per dettagli sulle prospettive della MM6 e sull’evoluzione della viabilità.
    • L’Assessore allo Sport Terzi, per chiarimenti sulla destinazione d’uso del Velodromo Vigorelli.



    3. Rafforzamento azione legale

    Il rafforzamento dell’azione legale rappresenta la nostra arma contrattuale fino a concrete modifiche all’attuale progetto.

    Partendo dal primo ricorso del 14 febbraio 2006 lo studio legale Perego ha seguito una strategia di continuo aggiornamento e rafforzamento della nostra azione.

    Uno dei punti chiave è il mancato rispetto delle prescrizioni della Valutazione di Impatto Ambientale emessa dalla Regione Lombardia, che contengono critiche radicali su aspetti chiave del progetto.



    Due anni di impegno ed energie, 10.000 € di costi operativi e legali ad oggi.

    La nostra azione non può essere portata avanti
    senza il vostro contributo di idee ed economico.




    Sul nostro sito www.residentifiera.it:
    >Leggete tutti i dettagli del progetto, dell’azione legale e delle nostre iniziative.
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    Per informazioni scrivete a info@residentifiera.it o telefonate al 335 6685427 / 335 8080276.


    scarica il depliant in pdf