Abbiamo depositato oggi oltre 1.800 firme presso il Gabinetto del Sindaco per richiedere
un’udienza pubblica sulla variante del PII del nuovo quartiere fiera attualmente in fase di
elaborazione.
Riteniamo questo atto molto significativo per tre motivi fondamentali.
Primo: è un segnale politico importante della crescente consapevolezza e volontà di
coinvolgimento diretto dei cittadini.
Erano necessarie 1.000 firme “pesanti” (cioè complete di dati personali e documento d’identità).
In sole 3 settimane, grazie allo straordinario slancio di partecipazione di tantissimi
cittadini residenti, ne abbiamo raccolte oltre 1.800.
Secondo: il progetto del nuovo quartiere Fiera è arrivato ad un nodo critico.
Lo studio della variante relativa alle modifiche legate all’arrivo della MM5 ovest, tra cui la
riallocazione di alcune volumetrie e la revisione della superficie destinata a verde pubblico, è
ormai in fase avanzata.
La lettera di accordo tra il Comune e Citylife lasciava aperte molte incognite.
Quali finanziamenti, e tempi conseguenti, per la nuova linea MM5 ovest?
Quali concreti spazi di significativo incremento del verde, se la volumetria complessiva non cambia?
Quale soluzione all’impatto della cintura di edifici perimetrali, se la disposizione dei blocchi
residenziali che più incombono sul quartiere esistente resta invariata?
Oggi l’ipotesi di dismissione di una larga parte del Portello fieristico apre nuove
prospettive.
La netta presa di posizione del Sindaco Letizia Moratti e dell’Assessore all’urbanistica Masseroli
contro nuove destinazioni d’uso a carattere commerciale e il forte richiamo alla vocazione
pubblica dell’area, sono i segnali positivi che ci aspettavamo.
L’ipotesi di riconversione, almeno parziale, a verde pubblico dei vecchi padiglioni 12,13,18,19,
una superficie di 59.000 mq inserita nell’accordo di programma del PII Fiera e poi eliminata
dalla variante del gennaio 2004, è quanto i comitati di residenti hanno sempre chiesto.
Quest’area permetterebbe di riequilibrare la fortissima concentrazione volumetrica concessa al
progetto Citylife, con una conseguente diluizione dell’impatto del nuovo quartiere sul contesto
esistente, e di realizzare un polmone verde urbano di dimensioni adeguate all’emergenza
inquinamento della città.
Speriamo sia un’opportunità di incontro tra le voci della città e l’attuale Giunta.
Terzo: l’udienza pubblica è uno strumento di partecipazione democratica previsto
dallo Statuto del Comune di Milano.
Crediamo che sia possibile una partecipazione civile e costruttiva dei cittadini ai grandi progetti
che coinvolgono la qualità della loro vita.
In questi due anni abbiamo cercato di seguire sempre una linea di dialogo propositivo con gli
enti coinvolti nel progetto, con l’obiettivo di migliorarlo nelle sue criticità chiave.
Ci aspettiamo che il confronto aperto tra i cittadini e gli assessori competenti (Masseroli e
Croci) fornisca un’informazione approfondita sugli sviluppi della variante e una risposta alle
incognite ancora aperte.
Crediamo che l’utilizzo non formale, ma concreto ed efficace, di questo strumento
possa rappresentare un passo concreto verso un processo di partecipazione civile e
virtuoso.
Luisa Rigobon
COMITATO RESIDENTIFIERA
DAL MOMENTO DELLA PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DI UDIENZA PUBBLICA
SI BLOCCA LA DELIBERA SULLA VARIANTE
FINO AD UDIENZA AVVENUTA.