A Z I O N E L E G A L E
In relazione agli atti, che qui di seguito si allegano nella loro forma integrale,
riassumiamo brevemente la posizione del Comitato Residentifiera.
In data 14 febbraio 2006 è stato presentato ricorso avverso le delibere comunali del 6.9.2005
n. 2093 (approvazione del Piano Integrato di Intervento "PII") e del 16.12.2005 n. 3061
(approvazione delle controdeduzioni al Piano Integrato di Intervento "PII"),
nonché avverso ogni altro atto connesso e consequenziale.
Le argomentazioni, diffusamente illustrate nel corpo del ricorso,
sostanzialmente contestano (i) la correttezza dell'iter procedurale adottato dal Comune,
ovvero la ritualità della procedura dallo stesso seguita, (ii) l'assenza di
criteri di raccordo tra nuovi insediamenti e aree esistenti, (iii) l'assenza
di un'adeguata valutazione di impatto ambientale/paesistico della zona e dei
fattori climoalteranti, (iv) uno studio delle ombre insufficiente, (v) un'inadeguata
valutazione delle problematiche relative alla viabilità e ai parcheggi necessari ai
nuovi insediamenti, (vi) l'allocazione delle opere di urbanizzazione primaria "al
di fuori del perimetro di lottizzazione", che comporta il conseguente inusuale indice di
fabbricabilità (1,15mc/mq).
In data 24 maggio 2006 sono stati presentati "motivi aggiunti" al ricorso principale,
attraverso i quali si denuncia la totale incoerenza tra il Piano Integrato di Intervento
(PII) e il Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), emesso dalla Regione
Lombardia in data 15.12.2005 e che, tra l'altro, contestano:
- l'impatto paesistico/architettonico non integrato con l'area circostante;
- l'insufficienza e scarsa qualità del verde;
- l'inaccessibilità e mancata integrazione con i progetti in essere nelle aree limitrofe (progetto Portello);
- la criticità dell'assetto planivolumetrico e dei rapporti fra le altezze dei fronti prospicienti;
- la criticità dei volumi aggiuntivi di traffico veicolare;
In data 13 dicembre 2006 sono stati presentati ulteriori "motivi aggiunti" al ricorso principale,
che, in buona sostanza, contestano il procedimento di approvazione della variante urbanistica,
di cui al Decreto del Presidente della Regione Lombardia del 19.1.2004 n. 405.
In data 12 dicembre 2006, il Comitato Residentifiera ha formalmente diffidato il Comune di Milano,
ad adempiere, fra l'altro, a quanto disposto dalla VIA prima di autorizzare lo svolgimento dei lavori.
Il 9 febbraio 2007 il Comitato ha presentato un apposito ricorso al TAR ai sensi della L. n. 241/90
avverso il diniego espresso dal Comune di Milano all'accesso ad una serie di atti e documenti,
tra cui le concessioni edilizie relative alla prima fase delle demolizioni e sbancamenti,
il Vincolo paesistico ed il Parere di compatibilità ambientale della Provincia.
In seguito all'ordinanza istruttoria del TAR Lombardia, il Comune di Milano ha prodotto i documenti
richiesti tranne il detto Parere di Compatibilità, poichè secondo il Comune dovrebbe essere
richiesto, "se esistente" alla Provincia.
Il TAR Lombardia ritenendo esaurito il ricorso, ha dichiarato cessata la materia del contendere.
Con nuova istanza di accesso agli atti del 30.4.2007 il Comitato ha chiesto al competente Ufficio
Comunale copia della lettera di trasmissione della variante urbanistica alla Provincia, senza ricevere risposta alcuna.
Sempre in data 30.4.2007, sulla base della documentazione ottenuta, vincolo paesistico innanzitutto,
il Comitato Residenti Fiera ha presentato i III motivi aggiunti al ricorso principale pendente avanti il TAR Lombardia.
Nell'aprile 2007 abbiamo raccolto 1821 firme per richiedere un’udienza pubblica e impegnare
l’amministrazione a risposte concrete su eventuali nodi critici irrisolti prima della delibera della variante.
Il consenso di tanti cittadini è stato raccolto in breve tempo per le valenze non solo informative,
ma anche normative di questo strumento di partecipazione, le cui indicazioni hanno peso in sede
consiliare di delibera e costituiscono garanzia di legalità del procedimento.
IL 7 marzo il Comune ha dichiarato inammissibile la nostra richiesta. Di fronte a questo diniego abbiamo
scelto la via di un confronto immediato in un’assemblea pubblica.
Ora ricorriamo contro questo diniego per avere le risposte che non sono venute.
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